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Ho perso le sue pagine, ho perso il Paladino.
Ricordo il suo diario, ne ho trascritto alcune pagine in Biblioteca (vedi: Letteratura Antica), ricordo di non averlo mai trovato e ricordo anche che mai mi parlò di Starlight.
Eppure il suo ricordo in lui era forte, e poi ci sposammo nel sogno e nel sogno venne Kismeth... e un'altra ancora che non ricordo. Non ricordo.
Diventata immortale per nulla se ha conservato nella sua memoria soltanto qualche piccolo mio sospiro, e di sua figlia, di nostra figlia.
Gli immortali sono eterni, restano con i loro difetti, così sono tornata.
Ma da sola, lui non tornerà. Una potenza altissima mi dice che ora lavora per importanti padroni, che raccoglie notizie e informazioni nel mondo dal quale era solito fuggire... con me.
Ora è là. Ora se fuggisse preferirebbe tornare al Mondo che creò, quel mondo il cui simbolo è quello della mia anacronistica gilda.
Perché non qui dove sei nato e hai davvero vissuto.. perché non da me che conservo tutto quanto posso ed il resto lo lascio al vento che da sempre sferza la Piazza d'Armi... o il Parco di Alma o i sentieri perduti che non sono più battuti come qello pieno del sangue dei lamia. I vampiri del Male che insieme abbiao combattuto e che da sola, per ricordo, ora ritualmente disintegro.
Perché non qui, perché non ora?
Sono le 5 della mattina, il Giorno dei Martelli
Il 24^ giorno del Mese della Battaglia, nell'anno 556.